“Ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato
da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato...”. Queste parole del vangelo di
Matteo sono un giudizio a cui non possiamo sottrarci perché, se non colpiscono immediatamente
le nostre opere, in quanto non siamo così malvagi da compierle, colpiscono certamente
i nostri pensieri e i nostri atteggiamenti.
Chi di noi non ha mai avvertito il fastidio,
il disagio di tanti stranieri sulla porta di casa, sui marciapiedi, ad ogni angolo
della strada; gente che chiede, che offre, che... importuna. “Razzista io? Ma no,
io non faccio del male a nessuno, cerco solo di difendermi. Il male del mondo non
mi riguarda, altri devono occuparsene”.
Sono questi i pensieri dei tre protagonisti
del recital “Ero forestiero” che si imbattono in incontri con degli strani personaggi:
dal venditore di rose al rifugiato politico,
dalla studentessa straniera al venditore
ambulante. Tante persone diverse con tante storie da raccontare.
Questo recital
è una proposta per educarci al rispetto, all’accoglienza, alla solidarietà. Educarci
ad una mentalità nuova, universale, che dice quanto sia piccolo oggi il mondo e
quanto insensato il sentirci padroni di un lembo di terra che non ci viene data
per appropriarcene ma per condividerla.
Con “Ero forestiero” il gruppo Scalabrini&Friends
ha mosso i primi passi nel mondo del teatro, portando questo divertente spettacolo
nei teatri e nelle piazze, con qualche data anche al di fuori del territorio veneto. |